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Furlo, dove non volano aquiloni.
Post di Peppe Dini del 25 giugno 2017 in ecologia (Sfogliato 391 volte)

Furlo, dove non volano aquiloni.

E' del primo di giugno la determina del dirigente Maurizio Bartoli, responsabile della Riserva Naturale Statale pubblicato all'albo pretorio della Provincia di Pesaro Urbino.

Che l'area del Furlo fosse degna di tutela dal punto di vista naturalistico era già acclarata da tempo, tanto che nel 2001 lo stato la istituisce come sua riserva, dandola in gestione alla Provincia.

Proprio per rispettare la fauna presente, ricordiamoci che ci nidifica l'aquila, in tutta l'area, ci sono una serie di limitazioni, tra le quali è stato inibito il sorvolo da parte di qualsiasi aeromobile, anche se i militari puntualmente lo trasgrediscono, così come chi realizza riprese tv.

Ritornando alla determina, vi si giustifica, il piano di contenimento dei cinghiali nella riserva, “che hanno causato danni ingenti alle produzioni agricole, sollevando, di conseguenza, lamentele e proteste da parte delle organizzazioni agricole, delle singole imprese, nonché degli ambiti di caccia ATC PS1 e ATC PS2, competenti per le aree limitrofe al territorio della riserva”. “Vi è anche il rischio per l'incolumità pubblica, derivante dal verificarsi di incidenti stradali con autoveicoli”.

Lo scorso anno al Furlo sono stati abbattuti 15 capi e quest'anno nell'organizzare i censimenti, non sono stati coinvolti i residenti e gli operatori delle associazioni, appositamente abilitati con un corso specifico. Il piano parte dal 20 giugno al 2 novembre con esclusione del mese di agosto e delle giornate festive, di martedì, mercoledì e giovedì.

Una maniera per andare a caccia quasi durante tutto l'anno, ma non si è considerato una recente sentenza di incostituzionalità della legge sulla fauna della regione Liguria, le cui decisioni non fanno altro che confermare le leggi già in vigore. La Corte Costituzionale infatti il 27 maggio scorso ha bollato come illegittima la legge sul controllo faunistico della Liguria, ristabilendo di fatto, i limiti delle leggi nazionali vigenti sulla caccia, troppo spesso ignorati da regioni, province e ATC.

La legge statale prevede che in caso di proliferazione eccessiva di alcune specie selvatiche (cinghiali, caprioli, volpi, istrici, storni, cornacchie ecc.) siano solo ed esclusivamente gli agenti di Pubblica sicurezza e/o di Polizia Giudiziaria, ex CFS, Polizia Provinciale, su delega, i proprietari dei fondi e le guardie comunali abilitate, comunque forza pubblica, ad effettuare il contenimento, nessun altro! La norma è chiara, nel suo intento: evitare che in maniera surrettizia si possa sparare a caccia chiusa in ogni luogo, in ogni tempo, ad ogni specie da parte dei cacciatori, che chiedono e ottengono troppo dalle Regioni, da sempre eccessivamente “sbilanciate” su posizioni filo venatorie; la Corte ha chiarito definitivamente queste disposizioni.

Tale aspetto è così evidente, che nell'ultima seduta, la Conferenza delle Regioni e delle Provincie Autonome, ha formalmente impegnato il Governo ad intervenire tempestivamente per modificare la norma sulla caccia, al fine di introdurre la figura dell’“operatore abilitato”. Ben poco però, ci si preoccupa di dare chiaramente alle guardie volontarie, le funzioni di polizia giudiziaria al fine di rendere più efficaci i loro interventi. 

Nessuna forma di caccia, comunque la si voglia chiamare, caccia di contenimento, prelievo venatorio, caccia di selezione, può essere autorizzata e praticata fuori dai tempi, dai luoghi, nemmeno da soggetti abilitati, ovvero i cosiddetti “selecontrollori”, che nelle Marche si sono attivati, grazie ad una norma regionale, fin dal 10 giugno.

Quindi niente caccia nei periodi di silenzio venatorio, martedì e venerdì, né nel periodo di caccia vietata. In base a tali principi la normativa statale prevede anche che il controllo della fauna invasiva venga effettuata tramite “la cattura di selvatici presenti in soprannumero”. “Tale controllo, esercitato, viene praticato di norma mediante l'utilizzo di metodi ecologici su parere dell'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Qualora l'istituto verifichi l'inefficacia dei predetti metodi, le regioni possono autorizzare piani di abbattimento”.

Quindi prima occorre tentare metodi ecologici, come espresso anche nel regolamento attuativo. A dir la verità nel 2008 la riserva del Furlo usò 3 chiusini di cattura per cinghiali, gestiti dal Raggruppamento GEV PU, che in soli 2 mesi permisero il prelievo di 58 capi. Sostanziale differenza o no? Perchè si dimenticano questi fatti?

Fra l'altro lo sparo nella riserva frequentata da diversi villeggianti e appassionati, mette a rischio gli stessi escursionisti, che frequentano le strade e sentieri di quei luoghi. 

Lo scorso anno ho inviato in merito, anche  una notizia di reato alla Procura di Pesaro, archiviata e le cui motivazioni non sono state rese note a causa dell'incendio subito dal tribunale.

Da oggi tutti i soggetti trovati in possesso di armi utilizzate per laccia, al di fuori delle modalità e periodi consentiti, non a potranno che essere obbligatoriamente denunciati all’Autorità Giudiziaria competente, per il duplice reato di caccia in epoca di divieto e porto abusivo d’arma.

Ci stiamo anche attivando al fine di inviare agli enti competenti formale diffida.

Giuseppe Dini

Coordinatore Regionale Guardie Giurate WWF Marche

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50 anni di scoutismo vadese: le iniziative. 4 giugno giornata del riaggiusto
Post di Peppe Dini del 01 giugno 2017 in associazionismo (Sfogliato 330 volte)

50 anni di scoutismo vadese: le iniziative. 4 giugno giornata del riaggiusto

1967 don Igino Lani , appena rientrato dal Congo come missionario, insegnante di religione nella scuola media locale propone ai suoi ragazzi di seconda l'esperienza scout. Li porta ad incontrare gli scouts di Urbania che con animo generoso, seguono il nascente gruppo: un nome tra tutti Tarciso Cleri detto il Pangolo. Ecco che il primo campo scout a Parchiule a luglio e quello più ufficiale all'Orsaiola di Urbania a settembre, con appunto la guida del Pangolo. Il gruppo si è formato: ASCI 1967, con il Reparto di due squadriglie, i Falchi ed i Gufi.

A dir la verità nel nostro archivio è depositato un cartellone esposto in duomo di Sant'Angelo in Vado il 29 settembre 1946, con relative fotocopie del bollettino diocesano, dove due squadriglie scouts annunciano la promessa . A guidarli don Gabriele Ferrari e Adelmo Dini; memoria di questo evento, che è mancato di continuità, è Pasquale Nonni, che ha fornito tutti i dettagli.

Per riprendere la storia dei 50 anni che nonostante vicissitudini varie, ha permesso di dare una continuità educativa a diversi giovani vadesi e di affermarsi tra le associazioni che hanno lasciato “l'orma di cammina” nella storia della nostra città.

Con i maschi dell'ASCI ecco formarsi le prime ragazze scout dell'allora AGI, guidate da Pinuccia Dini e Rosaria Podrini. Nel 1974 le due associazioni si fondono e formano l'attuale AGESCI. A fine anno '70 contava ben 100 iscritti nel ruolo dei giovani rovers e scolte.

Da qui sono nate diverse esperienze e iniziative: il recupero della chiesa di Caresto, la marcialonga vadese, le zatterate nel fiume, il fuoco della Madonna di Loreto, i primi sentieri percorsi, come quello delle 5 torri, le prime commedie teatrali, un lievito, fermento poi dei vari aspetti folcloristici e animativi che hanno caratterizzato e caratterizzano la nostra cittadina.

Oggi a 50 anni di distanza, non posso che affermare da insegnante di professione, la validità esperienziale ed educativa del metodo scout. Una associazione dove il volontariato e preminente, gli adulti scouts impegnano le loro risorse fisiche, mentali e personali per dare ai ragazzi, momenti esperienziali di vita comune in tutti i suoi aspetti: il gioco, l'avventura, lo stare insieme e condividere la fatica del percorso, l'allenamento fisico, il percorso spirituale, personale e di gruppo, l'amore ed il rispetto per l'ambiente che li circonda, ricordando di “lasciarlo meglio di come l'hanno trovato”.

Proprio per questo nelle diverse tipologie di volontari, l'associazione scout ha faticato a trovare il proprio ruolo, configurato ora in associazione di promozione sociale.

Il lancio dei 50 anni di vita non poteva che essere nel giorno dell'anniversario di compleanno del suo fondatore Lord Badel Powell, il 22 febbraio. Definito il “Thinking day”, giornata del Pensiero, dove allora ciascun scout regalava un penny, una moneta per gli scouts in difficoltà; la stessa raccolta che oggi è stata proposta per le sedi scouts lesionate dal terremoto dell'Italia centrale.

Eccoci quindi al 4 giugno giornata dedicata al riaggiusto delle cose; apparecchiature, strumenti, utensili, saranno riaggiustati da valenti collaboratori esperti in “mani abili” dicono gli scouts, capaci affrontare lo smontaggio ed il riassemblaggio di vari elettrodomestici. Certo non lo si fa per rubare il lavoro a chi poi dovrà riparare questi macchine. E' un modo per far comprendere anche ai piccoli scouts il senso del risparmio, della cura delle proprie cose dell'infondere la capacità di capire le varie soluzioni tecnologiche adottate nell'oggetto, cosicché diventa una avventura anche il solo aprirlo e riassemblarlo.

E' una idea anche ecologica e con una particolare attenzione parsimoniosa alle risorse del pianeta cui sono costruiti i nostri oggetti. Oggi dove regna una obsolescenza percepita come la moda ad esempio e l'obsolescenza programmata dove i nostri elettrodomestici devono durare solo un determinato periodo e non oltre è un bell'aspetto alternativo. Fra l'altro l'obsolescenza programmata, da pochi mesi è stata vietata in Francia , ma ancora ostenta e annulla la riparazione. Ne sanno qualcosa gli artigiani del settore che vedono aumentare le tipologie delle viti di assemblaggio cosidette antimanomissione. Oppure le diverse schede elettroniche che rovinandosi costringono a buttare tutto l'elettrodomestico per il quale si sono spese risorse e materiali, destinandolo ad aumentare i rifiuti delle nostre discariche.

Una scelta etica, anche questa del riaggiusto che permette di allungare la vita delle nostre apparecchiature non funzionanti il più delle volte per piccoli e aggiustabili inconvenienti. Un segno di particolare interesse ecologico effettuato proprio a ridosso della Giornata mondiale dell'ambiente del 5 giugno. Un invito quindi a partecipare portando i vostri oggetti non funzionanti e collaborando con gli scouts.

Non è poi tutto finito qui; a luglio ci aspetta la grande festa del gruppo scout vadese all'oratorio ed a settembre avremo 5 giornate di formazione organizzate proprio per ricordare questo evento.

Non posso che augurare così al gruppo AGESCI ed a tutti voi “Buona strada” fratelli e sorelle scouts!

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Lega ambiente Biomasse
Post di Peppe Dini del 26 aprile 2017 in appuntamenti (Sfogliato 311 volte)

Ricevo e pubblico dalla Legambiente di Pesaro

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L’amministrazione di Urbania fa un nuovo look al suo portale digitale .
Post di Peppe Dini del 20 aprile 2017 in trasparenza amministrativa (Sfogliato 401 volte)

E’ una bella occasione questa, per prendere coscenza e parlare della trasparenza amministrativa. Voluta da una normativa del 2013 è stata recentemente modificata nel 2016 con la pretesa di chiamarla all’americana FOIA (informazione libera degli atti). Gli sviluppi recenti , considerazioni in merito, accessi agli atti effettuati , mettono però in evidenza un dato inquietante: su 800 richieste, solo 136 ha ricevuto risposte soddisfacenti, mentre il 73% dei cittadini non ha avuto risposte, 1 rifiuto su 3 , è addirittura illegittimo. questo è quanto emerso da un’indagine di Agenda Digitale www.agendadigitale.eu/cittadinanza-....  In sostanza una faraginosa burocrazia degli accessi unito a un percorso eccessivo di ricorsi e riscontri, non permettono un giudizio positivo sulla legge della trasparenza così come è stata modificata. Basta semplicemente vedere quanti regolamenti ha dovuto attivare l'Anticorruzzione di Cantone in merico, alcuni dei quali discutibili dal punto di vista di legittimità , altri già ostacolati  ad esempio, da dirigenti e politici che non solo dovrebbero pubblicare i loro curricoli, ma anche i loro redditi

Se devo inserire qualche esperienza personale, dato che da anni mi occupo di accesso agli atti e trasparenza amministrativa, vorrei portare ad esempio, un recente accesso agli atti della regione Umbria. Si tratta del progetto di costruzione di un parco eolico sulle Fienaie direttamente a confine delle Marche, comune di Mercatello sul Metauro. Questi progetti devono essere inseriti fin dal 2006 con tutti i dati di progettazione nel sito dell’ente, così come prevede i Testo Unico Ambientale. Siccome questo non era stato fatto, ho proposto una serie di ricorsi inutili nell’effetto, per avere la documentazione non pubblicata; a nulla è servito rivolgersi al responsabile della trasparenza della regione, per la quale il dirigente dell’ufficio energie rinnovabili, mi ha addirittura negato l’invio della tavola sulle particelle castali coinvolte, al fine verificare se i relativi proprietari fossero stati avvisati del procedimento di esproprio. Dato che il difensore civico, in Umbria non è presente ,ho  ricorso al coordinatore dei difensori civici, che è quello della Toscana, la quale mi indirizza alla commissione sulla 241/90 presente presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. La commissione si dichiara incompetente, rinviando il tutto al difensore civico della Toscana: un corto circuito inaccettabile.

Riscrivo a tutti gli uffici della Regione Umbria, al coordinatore dei difensori civici, all’ANAC che non si è mai mossa nei confronti della regione, al Ministero della Funzione Pubblica e alla Procura. Adesso nel sito dell’Umbria è presente tutta la documentazione. Un procedura avviata a settembre 2016, che ancora deve terminare, difficile da sostenere per un normale cittadino.

E Urbania cosa centra? Mi sono permesso di andare a dare un’occhiata allo spazio digitale dell’amministrazione, già da me coinvolta per la documentazione riguardante la centrale del Mulino dei Signori http://www.altrometauro.net/?area=a... La cosa che mi ha sorpreso e che la figura del responsabile della trasparenza e del titolare del potere sostitutivo corrispondono alla stessa persona; cosicchè se la prima nega l’accesso , la seconda (stessa persona)  farà altrettanto. Inoltre ho notato che nelle informazioni ambientali sono state nuovamente inserite le analisi dell’acqua potabile da febbraio, da tempo non più pubblicate; sarebbe auspicabile richiedere questo non solo agli altri comuni, ma anche alle amministrazioni competenti: dipartimento prevenzione ASUR, Arpam, al gestore Marche Multiservizi. Nello storico del comune sono raccolti i documenti passati che, ricordiamolo, dal’aprile del 2013 devono rimanere pubblicati per almeno altri 5 anni (ci sono proprio tutti i documenti prodotti dall'amministrazione?).

Inoltre le determine sono pubblicate come mero elenco, mentre già dal 2004 una sentenza in merito, sostiene che esse sono alla pari delle delibere, per cui non solo deve essere pubblicata la determina, ma anche tutta la documentazione pertinente, anche nello storico.

Mi piacerebbe poter rovistare tra gli spazi informatici di altre amministrazioni comunali, pubbliche e società partecipate, per poter verificare il loro grado di trasparenza, ma qui servirebbe l’aiuto di altri cittadini volenterosi, che conoscono meglio i fatti locali e focalizzarci così su alcuni punti .

Nel frattempo incominciamo a chiedere la trasparenza negli uffici dove operiamo, nei nostri comuni, anche perchè, lo dice la legge, siamo di fronte a quello che dovrà ancora diventare “trasparenza totale”, non eseguita con spazi web abbelliti, ma arricchiti di tutte le documentazioni prodotte e dovute per legge.

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La giunta della Regione Marche contro il controllo ambientale?
Post di Peppe Dini del 28 marzo 2017 in ecologia (Sfogliato 1056 volte)

La giunta della Regione Marche contro il controllo ambientale?

Con la proposta della Giunta Regionale n. 207 del 13 marzo 2017, contenente una serie di modifiche di diverse leggi regionali, all'art. 7 si propone di “aggiornare ed estendere” le competenze delle Guardie Ecologiche Volontarie delle associazioni: si aggiungono tutte le fasi dell'intero ciclo dei rifiuti, prima era previsto il solo smaltimento, la tutela degli animali di affezione e di animali e piante non autoctone. Si elimina però il controllo delle cave “in quanto richiede competenze tecniche specifiche non in possesso delle GEV”.

Nell'articolo definitivo della proposta si opera però un serio cambiamento, si esprime che le GEV , pubblici ufficiali, "segnalano le infrazioni rilevate e precisano, ove possibile, le generalità del trasgressore." Tale affermazione è del tutto errata. Invece di "segnalano", deve essere "accertano" così come prevede la legge 689/81 e come era già contenuto nella stessa legge regionale.

In qualità di Coordinatore Regionale delle Guardie Volontarie del WWF Marche, ho ricevuto dal Ministero dell'Interno una nota che ci conferma Pubblici Ufficiali. Tale documento è stata inviato da tempo in Regione e più recentemente ad assessori, dirigenti e funzionari competenti.

Ora la normativa dell'81 cita espressamente che i Pubblici Ufficiali “addetti al controllo sull'osservanza delle disposizioni per la cui violazione è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma denaro possono, per l'accertamento delle violazioni di rispettiva competenza, assumere informazioni e procedere a ispezioni di cose e di luoghi diversi dalla privata dimora, a rilievi segnaletici, descrittivi e fotografici e ad ogni altra operazione tecnica.”

Una norma regionale di rango inferiore, non può non tener conto di quanto espresso in quella statale (gerarchia delle fonti). Cosa accadrebbe poi, quando si applicano le norme statali si accerta, mentre quelle regionali si segnala; assurdo...

Quindi giusto ampliare le competenze della vigilanza, molto meno indicato è togliere la competenza sulle cave per le capacità tecniche specifiche. Le guardie volontarie, hanno competenze adeguate e fanno aggiornamenti che permettono di intervenire con specificità. Forse gli assessori sanno cosa serve per sanzionare una concessione idrica con o senza strumento di misura ? Sanno come è difficile sanzionare un tartufaio che grazie alle elaborate leggi regionali prodotte, ben dopo 3 verbali contestati, ancora è libero di andare a raccogliere il tubero, con tanto di tesserino in mano?

D'altra parte in questi ultimi periodi le guardie volontarie sempre più si autoaggiornano; è stata fatta richiesta alla Regione di poter partecipare ai corsi effettuati alla Scuola Regionale di Treia per la polizia locale, ai quali purtroppo, possiamo intervenire solo come auditori. 

Con la “segnalazione” si ritornerebbe alle cosiddette Ronde ecologiche, oggi sparite, volontari attivati nel 1990, senza una benché minima copertura giuridica, se non quella di essere "gli spioni di turno" con tutte le conseguenze che ne sarebbero potute derivare. O si teme così tanto il controllo sul territorio, controllo voluto dalla stessa Unione Europea, alla quale si giustifica la tutela ambientale, proprio con le stesse stesse GEV? 

Il tutto senza per nulla prendere in considerazione le proposte di modifica sostanziale della legge sulle GEV peraltro già portata in commissione la scorsa legislatura, alla cui discussione hanno partecipato diverse associazioni. Le modifiche sono necessarie non per escludere l'accertamento, come effettuato con la delibera della giunta, ma perche' la legge regionale è superata dalla stessa Bassanini 2 del '97 che assegna alle province, oggi in via di declassamento, la sola approvazione dei decreti ittico e venatorio, mentre lascia alle Prefetture i decreti di GEV, essendo l'ecologia di esclusiva competenza dello Stato.

Proprio in questo momento particolare, con la polizia provinciale a regime ridotto, la forestale incorporata nei carabinieri, la vigilanza ambientale volontaria, rimane una parte importante di controllo del nostro territorio che dovrebbe essere valorizzata e non penalizzata da una politica miope, di parte, poco attenta alla effettiva tutela ecologica.

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LA RIFORMA SANITARIA NELLE MARCHE
Post di Peppe Dini del 17 marzo 2017 in appuntamenti (Sfogliato 546 volte)

Ricevo da Cittadinanza Attiva di Urbino e pubblico

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Stazione di Urbino 30 anni dopo
Post di Peppe Dini del 05 marzo 2017 in appuntamenti (Sfogliato 424 volte)

ricevo e pubblico

STAZIONE DI URBINO 30 ANNI DOPO

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Progetto Engine 4 f con l'ITIS di Urbino
Post di Peppe Dini del 03 febbraio 2017 in scuola (Sfogliato 840 volte)

I ragazzi delle terze medie della Bramante di Fermignano hanno raccontato sotto forma di articoli, lo spettacolo/lezione presentato dai colleghi dell'ITIS Panaroni chimico, e Serafini fisico. Qui abbiamo scelto di inserire quelli che a nostro parere sono parsi i migliori. Buona lettura. Prof Dini.

GIOCHERELLANDO TRA ENERGIA E COMPOSTI

Molti pensano che la Fisica e la Chimica siano materie difficili e noiose… beh, in realtà io non la penso completamente così. Certo, possono sembrarlo, con tutte quelle formule e quei numeri alle volte incomprensibili. Però noi ragazzi abbiamo scoperto che, almeno in parte, può essere semplice e divertente, basta metterci un po’di buona volontà! A questo proposito Martedi 10 Gennaio i professori Serafini e Panaroni (dell’Istituto Tecnico Industriale Statale di Urbino) sono venuti nella nostra scuola per mostrarci in sintesi come funzionano la Chimica e la Fisica.

Per noi ragazzi della classe 3D è stata una sorpresa, perché non sapevamo nulla dell’arrivo degli insegnanti, ma tutto sommato penso sia stata una bella esperienza per tutti noi, perlomeno per me. Appena arrivati i professori si sono presentati e ci hanno spiegato cos’è l’energia (ovvero la capacità di compiere un lavoro, ogni volta che c’è una forza e uno spostamento) e come è classificata. L’energia può infatti essere elettrica, cinetica, meccanica, nucleare, chimica, potenziale, eolica e idroelettrica. Per alcune di queste ci hanno fatto vedere degli esperimenti, mentre per altre ci hanno solo elencato le loro caratteristiche. Prendiamo come esempio l’energia elettrica: ha bisogno di essere trasformata, quindi in qualche modo deve essere “creata”; a questo punto i professori ci hanno fatto vedere una semplicissima dinamo da bicicletta, che funziona da alternatore, cioè, appunto, trasforma il movimento delle ruote (energia cinetica) in energia elettrica.

Un altro esempio di esperimenti fatti è stato per l’energia chimica. Questa la troviamo quando ingeriamo il cibo e man mano si trasforma dentro di noi (avviene una combustione delle molecole del cibo in questione). C’è sempre bisogno di ossigeno, altrimenti la combustione non avviene. Ecco qua gli esperimenti che ci sono stati mostrati: il primo presentava la combustione dello zucchero assieme a del clorato di potassio e a dell’alcol; l’altro presentava invece la combustione di una caramella gommosa Haribo immersa in clorato di potassio, dentro una fialetta, e poi riscaldata. Il risultato è stato un grande fascio di luce chiamato ‘lampo di magnesio’ che usciva dalla fialetta riscaldata. Poi abbiamo parlato dell’energia nucleare, che avviene attraverso due modi : fissione o fusione. Il primo consiste dallo spaccamento di un atomo in piccole parti. La seconda consiste nella fusione, appunto, ovvero l’unione di due o più atomi.

L’energia nucleare proviene in grande quantità dal Sole. L’energia potenziale posizionale dipende dalla massa, la gravità e l’altezza in cui è posizionato l’oggetto in questione. Esempi di energia potenziale posizionale sono l’energia idroelettrica e l’energia prodotta dalle onde delle maree. Come abbiamo accennato prima, l’energia cinetica consiste nell’energia prodotta dal movimento di un oggetto qualsiasi. Finito di parlare a proposito dell’energia abbiamo parlato di fonti di energia rinnovabili e non rinnovabili e di come possiamo impedire il danneggio del nostro Pianeta. Fonti di energia rinnovabili sono le biomasse (piante,animali ecc…) e il vento e l’acqua. Fonti non rinnovabili sono tutti i metalli e il petrolio. Una frase che mi è rimasta impressa è stata :”Dobbiamo fare in modo che chi viene dopo di noi abbia quanto abbiamo avuto noi.

LA RESPONSABILITA’ CADE SU TUTTI NOI!” Questa occasione non mi è solo stata utile per capire e conoscere cose nuove, ma anche per riflettere un po’. Spero che ci saranno nuove occasioni come questa perché mi è piaciuta davvero molto.                                                                                                       LAVINIA CORRIERI, CLASSE 3D

UN PIANETA DA SALVAGUARDARE

Viviamo in un mondo dove quasi tutto è energia. Ma cos'è l'energia di cui noi giovani sentiamo continuamente parlare?L'energia per ricaricare i nostri cellulari, l'energia che ci serve per andare agli allenamenti o per studiare; tutto questo è energia, cioè la capacità di compiere un lavoro. C'è energia quando sono presenti una forza e uno spostamento. E' stato questo l'argomento principale della Conferenza dell'ITIS, collegata al Progetto Engine 4F, tenutasi all'Istituto Statale Donato Bramante: l'energia e come salvare il mondo dall'inquinamento energetico. Innanzitutto esistono vari tipi di energia: -l'ENERGIA MECCANICA:suddivisa in energia potenziale, legata alla posizione/altezza della massa ad es.l'energia idroelettrica, e l'energia cinetica, legata alla velocità della massa, come ad es. l'energia eolica; -ENERGIA CHIMICA: che si può trasformare in energia elettrica attraverso una combustione.

E' contenuta nel glucosio, benzina,esplosione, pila...è nata dalla rivoluzione industriale e l'85% dell'energia mondiale è ottenuta tramite l'energia chimica. I relatori ci hanno inoltre presentato alcuni esperimenti sulla combustione del glucosio: mettendo in un bicchiere dello zucchero, del clorato di potassio e dell'alcool e bruciando il contenuto, si ottengono CO2 e H2O. Poi abbiamo messo in una provetta del clorato di potassio e lo abbiamo fuso; abbiamo aggiunto un orsetto gommoso (zucchero) ed è avvenuta una combustione; -ENERGIA NUCLEARE: caratterizzata dalla fissione, cioè il bombardamento attraverso neutroni, del nucleo di atomi pesanti come l'uranio, che così si suddivide in nuclei più leggeri; e dalla fusione di atomi più leggeri, come l'idrogeno, grazie ad alte temperature.

La maggior parte delle fonti energetiche sono rinnovabili e derivano dal sole, come l'energia solare, con i pannelli solari, in silicio trattato appositamente, che trasformano i raggi solari in energia. Altre energie rinnovabili sono quella idroelettrica, ottenuta dall'acqua; l'energia eolica, tramite il vento e le sue correnti; l'energia da biomasse, cioè tutto ciò di vivente che può produrre energia; l'energia da fonti fossili che, essendo antiche biomasse, ovvero energia intrappolata sotto terra in 300 milioni di anni, deriva dal sole. Un elemento che merita di essere citato è l'idrogeno, considerato l'energia pulita per il futuro. Esso in realtà si unisce all'ossigeno formando H2O, quindi non è quindi la soluzione energetica per il futuro, ma è un modo per trasportare energia(vettore energetico).

Ecco alcuni facili esperimenti per produrre idrogeno -prendere un recipiente con dell'acqua; collegare due cavi elettrici ad una pila da 9v ed inserire i due capi all'interno dell'acqua: si formano bollicine e uscirà idrogeno in parte superiore a quella dell'ossigeno; -creare una soluzione saponata all'interno di un recipiente, aggiungere acido muriatico e carta stagnola; si creano delle bolle contenenti idrogeno che a contatto con il calore provocano uno scoppio. Dell'acido muriatico e della carta stagnola rimane cloruro di alluminio.                                                                                                                                                                                                                   

MARIANNA GULINI 3°C

GIOCANDO CON FISICA E CHIMICA ENGINE 4F

Il giorno martedì 10 gennaio, assieme alle altre terze medie, la nostra classe ha assistito ad una lezione svolta da due professori, Francesco Serafini e Alessandro Panaroni, della scuola ITIS (Istituto Tecnico Industriale Statale) di Urbino. L’obbiettivo principale di questo incontro era quello di incentrare le scelte dei ragazzi a facoltà universitarie tecnologiche e scientifiche, in particolar modo per le ragazze. L’argomento principale della lezione è stata l’energia. All’inizio, i professori, ci hanno spiegato che cosa è l’energia, e i tipi più conosciuti.

L’energia più conosciuta e comunemente usata è l’energia elettrica, che è un vettore, quindi c’è bisogno di energia per produrre energia elettrica. Oltre a questi tipi di energia, ce ne sono molti altri, come ad esempio l’energia chimica, che viene accumulata in sostanze che contengono atomi legati tra loro in modo altamente energetico. Un’altra energia, utilizzata in quantità molto ridotte, è l’energia nucleare, che può essere a fissione o a fusione. Abbiamo anche l’energia eolica, cioè prodotta dal vento. Un’energia molto usata oggigiorno, è quella solare, essa viene sfruttata in vari modi, ad esempio: i forni solari, i pannelli solari, in campo idroelettrico e fotovoltaico, ecc…

Durante questa lezione, i due professori ci hanno mostrato vari esperimenti che solitamente fanno in quella scuola. Il primo esperimento consisteva nel far bruciare dello zucchero, ma poiché esso non contiene ossigeno al suo interno, non bruciava. In seguito, hanno aggiunto allo zucchero una polvere bianca, contenente ossigeno e li hanno mischiati. Dopodiché hanno acceso un fiammifero e hanno fatto bruciare lo zucchero. Hanno fatto anche un secondo esperimento utilizzando la polvere bianca, che avevano messo dentro una provetta, tenuta in piedi da un piedistallo. Poi hanno posizionato sotto la provetta una fiamma, ed in seguito hanno passato nella fiamma un pezzetto di magnesio, che ha sprigionano una fortissima luce.

Utilizzando la stessa provetta, posizionata nuovamente sopra la fiamma, vi hanno immerso un orsetto gommoso, che ha fatto delle scintille bianche, viola e rosa, peccato sia durato solo pochi secondi! Abbiamo assistito anche ad altri esperimenti sull’energia solare. Ci hanno mostrato che con una lampada che emana calore, che rappresentava il sole, si poteva produrre energia elettrica, e per dimostrarcelo hanno puntato la luce su un piccolo motore, che ha cominciato a funzionare. Utilizzando la stessa lampada dell’esperimento precedente, l’hanno puntata contro una riproduzione di un pannello solare, e ci hanno mostrato che la temperatura era aumentata.

Dopo questi esperimenti siamo tornati a parlare di energia, ma questa volta si è parlato di energia e sviluppo sostenibile. Lo sviluppo è sostenibile se soddisfa i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere le possibilità per le generazioni future. Dobbiamo stare attenti alle nostre scelte energetiche perché esse hanno conseguenze importanti sul nostro futuro. Infatti la frase che segue riassume un po’ quest’ultima parte: “L’energia del futuro sta nella nostra creatività “.

Azzurra Indio e Veronica Pagnetti classe 3^A

FISICA DIVERTENTE

La fisica, si, sempre lei, quella che si studia sui banchi di scuola, quella che temono i ragazzi ma con cui ci ritroviamo sempre a fare i conti; questa volta però, è un po’ diversa, impariamola divertendoci, capiamola giocandoci. A questo proposito Martedì 10 Gennaio 2017 le classi 3^ della scuola secondaria di Fermignano hanno partecipato al Progetto “Engine 4F” portato nelle scuole d’ Italia, Spagna, Portogallo, Cipro, Grecia e Estonia per sensibilizzare i ragazzi, ma soprattutto le ragazze, allo studio scientifico e tecnologico.

Due professori dell’ istituto Tecnico Industriale E. Mattei di Urbino hanno diretto la lezione facendo capire a noi ragazzi il bello di studiare in laboratorio. L’ argomento principale è l’ energia, lei, che fa parte di noi e di tutto quello che ci circonda. L’ energia si divide in alcune tipologie in base alle diverse impiegazioni: energia elettrica, meccanica, cinetica, potenziale, chimica, eolica, idroelettrica e nucleare. Per alcune di queste ci hanno mostrato degli esperimenti, per altre ci hanno solo spiegato le loro caratteristiche. Si, è possibile creare e trasformare l’ energia e lo facciamo tutti i giorni senza neanche accorgercene.

E’ l’ esempio della dinamo da bicicletta; pedaliamo producendo energia cinetica che poi si trasforma in energia elettrica facendo funzionare la luce. Ci è stata data la dimostrazione con una dinamo da laboratorio composta da fili di ferro e da una calamita che tramite il movimento di una manovella ha prodotto energia. L’ energia meccanica dipende da elementi microscopici e si forma con l’ energia potenziale e l’ energia cinetica. L’ energia potenziale dipende da altezza e massa, quella cinetica, invece, da velocità e massa. L’ energia eolica sfrutta le correnti d’ aria mentre quella idroelettrica utilizza la forza dell’ acqua e delle maree.

L’ energia chimica la troviamo soprattutto nei cibi, si può trasformare in termica tramite una combustione. Per dimostrare ciò ci hanno mostrato due esperimenti, uno è la combustione dello zucchero possibile grazie al clorato di potassio e all’ alcol, l’ altro è la combustione immediata di una caramella gommosa unita al clorato di potassio e riscaldata, che durante la sua disintegrazione produce una forte luce chiamata “lampo di magnesio”. In entrambi gli esperimenti il tutto è possibile grazie anche all’ ossigeno. L’ energia nucleare è prodotta grazie a una reazione chimica chiamata fusione che consiste nell’ unione di atomi grandi ad alte temperature.

L’ ultimo argomento trattato è l’ idrogeno, energia pulita, energia del futuro. Per quest’ ultimo ci hanno mostrato un esperimento, utilizzando acido muriatico e carta stagnola che bruciando hanno creato delle bolle di idrogeno in una soluzione saponata. Infine abbiamo capito che il mondo che viviamo oggi non è sostenibile,non si può continuare così. A questo punto dobbiamo fare una scelta, o stare dalla parte di chi “taglia” l’ albero o con chi lo “annaffia”. E’ una scelta per il futuro, nostro e dei nostri figli. I primi dobbiamo essere noi nelle scelte quotidiane. IL MONDO E’ UNO E VA SALVATO.

Margherita Bucci 3^ B

LA FISICA DIVERTENTE

La fisica, si, è sempre lei... ma questa volta un po' diversa. Le classi 3^ della scuola secondaria di primo grado Donato Bramante, Martedì 10 Gennaio 2017, hanno partecipato al progetto “ENGINE 4F”, un modo per studiare la fisica divertendosi! Questo progetto serve anche per incentivare tutti i ragazzi, ma in particolare le ragazze allo studio delle materie scientifiche e tecnologiche.

Durante questa lezione, due insegnati della scuola tecnica “E. Mattei” di Urbino, ci hanno mostrato vari esperimenti divertenti, facendoci capire che non si impara solo studiando sui libri. L’argomento principale che ci è stato illustrato è l’energia che usiamo continuamente tutti i giorni senza nemmeno accorgerci. L’energia si può dividere in varie categorie:

-ENERGIA ELETTRICA: l’energia elettrica è quella più comunemente usata, specialmente per uso domestico, si crea tramite uno spostamento o attraverso una forza. Ci è stata mostrata con l’esperimento che hanno fatto utilizzando una dinamo da laboratorio, composta da dei fili di ferro e una calamita, che tramite il movimento di una manovella ha creato l’energia. -

ENERGIA MECCANICA: l’energia meccanica si crea tramite l’energia potenziale e l’energia cinetica. Essa è composta da elementi microscopici. -ENERGIA POTENZIALE: l’energia potenziale si basa sull’ altezza e sul peso di un corpo.

-ENERGIA CINETICA: l’energia cinetica è prodotta da un corpo in movimento ed è formata dalla velocità e dalla massa di un corpo.

-ENERGIA EOLICA: l’energia eolica è alimentata dal vento.

-ENERGIA IDROELETTRICA: l’energia idroelettrica utilizza la forza dell’acqua.

-ENERGIA CHIMICA: l’energia chimica si trova nei cibi che mangiamo, principalmente quelli contenenti zucchero. Essa si può trasformare in energia termica tramite il calore di una combustione. In questo caso ci sono stati illustrati due esperimenti, il primo in cui ci hanno mostrato la combustione dello zucchero, che è stata resa possibile grazie all’alcol e al clorato di potassio e il secondo esperimento in cui hanno creato la combustione di una caramella all’interno di una provetta, che ha dato origine a una piccola esplosione. Un altro esperimento fatto è stato il lampo al magnesio che con il calore da origine a una potente luce.

-ENERGIA NUCLEARE: l’energia nucleare è prodotta da una combustione ad alte temperature di due atomi grandi, questo fenomeno è detto fusione. Un altro argomento che abbiamo trattato è un esperimento per la creazione dell’idrogeno che si crea tramite una soluzione saponata, acido muriatico e carta stagnola, dove essi facendo una reazione producono l’idrogeno. L’ultima cosa di cui abbiamo parlato è l’importanza del riciclaggio, che influisce sulla nostra vita di tutti i giorni. Ora dipende da noi decidere se fare una scelta sostenibile per l’ambiente e per i nostri futuri figli, oppure continuare a danneggiare il mondo.

DOMENICUCCI ANNALISA 3° B

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Incontro dei gruppi GEV a Bologna
Post di Peppe Dini del 02 febbraio 2017 in associazionismo (Sfogliato 597 volte)

Incontro dei gruppi GEV a Bologna

Domenica 29 gennaio Raggruppamento Guardie Ecologiche Volontarie( GEV) di Pesaro Urbino con 4 rappresentanti si è recato a Bologna all'incontro della Federgev Italia. 15 le persone presenti pervenute dall'Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte, Lombardia, Marche.

I numeri rappresentati: Torino con 250 guardie, 560 GAV (Guardie Ambientali Volontarie) in Toscana di cui Prato presente con 23, Novara 36, 70 La Spezia, Emilia 1500 Gev in 16 raggruppamenti.

- Un momento di confronto sulle situazioni in essere nelle diverse Regioni, dopo l'abolizione delle Province e lo scioglimento del CFS;

- Rilancio di una proposta di Legge "quadro" Nazionale istitutiva del "Servizio Nazionale di Vigilanza Ecologica/Ambientale Volontaria";

- Valorizzazione della figura giuridica delle GEV/GAV; - GEV-GAV e Protezione Civile e A.I.B.;

- Risorse, mezzi ed attrezzature;

- Costituzione di un Coordinamento Nazionale

L'idea è quella di realizzare una legge quadro nazionale che chiarisca una volta per tutte le competenze delle GEV . C'è ancora qualche funzionario, il quale sostiene che le GEV non sono Pubblici Ufficiali, così come acclarato anche da note Ministeriali. Così come è altrettanto da chiarire il ruolo delle province nel rilascio dei decreti Ittico Venatori: nelle Marche, da luglio si devono firmare decreti , nonostante la diffida all'assessore Regionale, impedendo di fatto, il controllo della stagione venatoria. C'è anche Il DPR 153/2008 che da competenze su più province agli incaricati di pubblico servizio e no ai Pubblici Ufficiali.

Ci sono guardie alle “dipendenze” degli enti Pubblici e attraverso questi fanno servizi. L'idea è di organizzare gruppi autonomi di GEV. C'è anche il problema dei finanziamenti che spesso non ci sono; eppure le diverse normative regionali prevedono il ritorno di parte dei proventi dei verbali per la stessa vigilanza. Occorre riattivare questi dispositivi Insomma, c'è un forte desiderio di chiarezza e voglia di intervenire : una proposta di legge era già stata messa in atto nella scorsa legislatura e si è fermata in commissione.

La maggior parte dei finanziamenti della Federgev Emilia Romagna, che quest'anno riceve solo 151.000 € proveniente dalla Prot. Civile per i mezzi. In Emilia le GEV hanno effettuato 15000 verbali di accertamento nel 2016 , per cui è importante riottenere la quota stabilita per la vigilanza. Viste le carenze finanziare delle stesse province, questi introiti potrebbero essere usati anche per la formazione delle stesse guardie, formazione che l'ente è sempre più impossibilitato a realizzare.

Niente prese di posizione, ma solo scambio di vedute e conoscenza, resta il fatto che si va verso una serie di incontri comuni che dovrebbero essere considerati per tutte le guardie volontarie. Importante risultato del Raggruppamento GEV PU: un socio è stato inserito nel consiglio nazionale di Feder GEV.

Intanto l'11 Febbraio a Brescia c'è un Seminario dedicato alle GEV, mentre è in fase di preparazione un incontro nazionale delle GEV entro giugno.

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